Viaggio in Thailandia – giorno 29

viaggio in thailandia

Mi sveglio presto con l’intento di vedere qualche tempio e fare un po’ di shopping al mercato della domenica. Non posso comprare molto perché non ho spazio in valigia, ma qualche pensierino almeno ai miei lo devo portare.

Per primo visito il tempio Wat Phra Sing, il più visitato di Chiang Mai. Noto che ci sono dei soldi attaccati al soffitto e www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7381www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7369messi in bella mostra con dei pendenti, si tratta di offerte dei fedeli. In questo tempio ci sono anche delle statue di cera di monaci che evidentemente sono stati personaggi importanti del buddismo. Sono fatte benissimo, mi avvicino per www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7373 www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7417 www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7423ammirarne la fattura. Ci sono molte persone che vengono a pregare, si inchinano davanti alle statue come fossero dei veri monaci. Il posto mi pare frequentato da fedeli sinceramente devoti. C’è anche un monaco (reale) che sta ricevendo www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7380le offerte in cibo dalla gente, e benedice chi gli porta da mangiare spruzzandogli dell’acqua che immagino sia come benedetta (non so se notate nella foto le goccioline tra il monaco e il fedele sulla destra). Mi arrivano diverse gocce addosso, quindi mi arriva la benedizione e spero che funzioni anche per me sebbene non sia buddista. www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7403www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7395

Mi faccio una passeggiata intorno al tempio e sto un po’ sul chi va là, spero che nessun monaco voglia abbordarmi con la scusa del buddismo, mi preparo in ogni caso la frase da dire: ‘no grazie, so tutto di Budda, ho un master in religioni orientali!’, che non è vero ma almeno così li scoraggio. Mi si avvicina un monaco molto anziano, cammina a malapena poggiandosi su una specie di passeggino, io sto già per dire la frase quando mi fa un sorriso così leggero e pacifico che rimango senza parole. Mi sorride semplicemente, non dice nulla, non credo nemmeno che parli una sola parola di inglese. Gli chiedo a segni se posso fotografarlo, accetta, scatto, ringrazio e vado via leggero. Ho appena fatto pace con i monaci.www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7426

Una venditrice di passerotti in gabbia mi chiede se voglio comprarne qualcuno da liberare, io le chiedo invece se possowww.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7429 fotografare lei e mi autorizza a con un ok che sprizza gioia. Un bambino (credo giapponese) invece striscia sul pavimento del tempio con evidente soddisfazione.www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7438

www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7473Visito tre templi in tutto, finito il tour chiedo in giro e scopro che il mercato della domenica inizia alle quattro del pomeriggio. Cavolo, io all’una massimo voglio avviarmi verso l’aeroporto. Ci rimango un po’ male perché pare che fosse una vendita interessante e con articoli d’artigianato di qualità a prezzi convenienti, un mercato verace non per turisti ma per gli abitanti di Chiang Mai con prodotti delle popolazioni del circondario. Peccato.

Mi consolo scattando un po’ di ritratti e poi andando a mangiare in un ristorante (parola grossa, diciamo un posto dovewww.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7462 www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7465 www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7468 cucinano e con dei tavoli) che ha come specialità dei noodle buonissimi fatti con un taglio diverso e con una pasta www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7461molto larga. Buoni, il condimento è semplice, ma la coesistenza è ottima. Fotografo una ragazza con una bocca carnosissima mentre travasa del cibo.www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7449

Si fa l’ora e torno alla guest house, sul tragitto trovo delle bancarelle che stanno montando, non so se fanno parte del mercato che cercavo, è ancora presto, inoltre non sono esattamente sulla via deputata, comunque lì trovo qualche regalino interessante e faccio degli acquisti.

Arrivo in camera,  raccolgo tutto, chiudo i bagagli e saluto la proprietaria. Prendo un tuk tuk e vado all’aeroporto.

Qui scopro che il mio volo ha due ore di ritardo, la Bangkok Airlines per scusarsi mi offre la loro sala d’attesa dove c’è un buffet e da bere, ho inoltre il wifi e la presa di corrente. Non posso chiedere di meglio: mangio, bevo e navigo in internet a gogo.

Qui tutti guardano gli schermi dei propri smartophone, computer e tablet, compreso un monaco nel suo tipico abito.www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7479 www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7482

Ho viaggiato in Tailandia fino adesso usando un po’ tutti i mezzi, bus, treno, traghetto, motoscafo, barca, scooter, auto, mi manca solo l’aereo e, anche se non credo, sono curioso di vedere se ci sono differenze con i nostri aeroporti. L’esperienza aeroportuale qui, come immaginavo, si dimostra asettica ed omologata come in qualsiasi aeroporto e aeroplano del mondo, ci sono solo più occhi a mandorla in giro.www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7483 www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7487

A fianco a me è seduta Anjana, una architetto indiana con cui chiacchiero piacevolmente. Parla un ottimo inglese ed è molto sorridente. E’ la responsabile di una squadra di architetti per una grossissima impresa che costruisce multiplex, www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7491per capirci quegli enormi edifici con tante sale di cinema delle nostre grandi città, solo che loro, oltre ai cinema, costruiscono anche multiplex di bowling che agli indiani, a quanto pare, piace molto. E di lavoro ne hanno tanto… beati loro che hanno una delle economia più forti al mondo.

Arrivato a Bangkok prendo un taxi di quelli ufficiali con tassametro con destinazione Khaosan road; non ho prenotato un albergo, ma conto di infilarmi in qualche stamberga a chiedere una stanza. Il tassista appena salgo mi dice: ‘si ande ba’. Cosa? chiedo, ‘si ande ba’. Non capisco, e lui continua a ripetere la stessa frase, si ande ba, si ande ba! Alla sesta volta che lo ripete mi sto per convincere che non ne uscirò più da questa specie di disco incantato ma, improvvisa come un’epifania, mi viene l’intuizione: mi sta dicendo ‘three hundred bath’, trecento, mi sta facendo il prezzo forfettario per fregarmi! No! Ti prego! Ci risiamo…. Ci sta provando. Ma che palle che siete voi tassisti a Bangkok! Gli dico ‘meter! meter!’ e il tipo si fa una mezza risata, poi un lamento di disappunto, e infine ridacchia mentre alza il cappello da baseball sotto il quale era nascosto il tassametro.  Nella foto potete notare al centro del cruscotto il copricapo con il display sotto. Furbo lui. www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef5_BBB7497Prova a convincermi a prendere lo scorrimento veloce con pedaggio (che è a carico del cliente) e io invece gli dico di fare la strada normale. Lui sbuffa. Non so se faccio bene a scegliere di evitare la via ‘express’ come la chiama lui, non so se è il percorso più veloce e conveniente ma ormai mi sono convinto che con i tassisti di Bangkok devo sempre fare il contrario di quello che mi propongono, quasi per partito preso.

Arrivato a Khaosan Road, mi infilo nel primo ostello che trovo e chiedo una singola, hanno solo una doppia e il prezzo mi va bene. La prendo. La stanza non è brutta, è un cesso, nel vero senso della parola. E’ stretta e lunga, la larghezza è 10 centimetri in più della lunghezza letti per cui si passa appena, non c’è armadio, né tavolo, nulla di nulla, la luce è fioca e al tetto c’è una ventola che alla velocità minima crea un vortice capace di scatenare uno tsunami. Se la spengo muoio da caldo. Inoltre le pareti sono ricoperte di mattonelle e credo che in passato fosse un bagno, adesso trasformato in camaretta (ecco perché l’ho definita un cesso).

Scendo giù per capire come poter raggiungere domani l’aeroporto alle 6 del mattino. Dopo un po’ di tribolazioni trovo un pulmino che mi passerà a prendere alle 5 davanti all’agenzia che è proprio sotto l’ostello. La signora dell’agenzia mi raccomanda di essere lì alle cinque meno dieci perché l’autista nemmeno si fermerà se non vedrà nessuno, mi spiega. Insiste molto che io sia lì 10 minuti prima. Me lo scrive pure sul biglietto con un punto esclamativo. La rassicuro, sarò in anticipo.

Torno in stanza e lavoro un po’ al computer, poi scendo a mangiare qualcosa che è ormai sera. Non mi porto la macchina fotografica perché Khaosan Road l’ho già fotografata. Inoltre ho più di cento euro in bath ancora, che non è chissà quale cifra ma qui in Thailandia sì,  vorrei in qualche modo spenderli visto che domattina prestissimo partirò. Il problema è che nello zaino non ho spazio più per nulla. Alla fine compro un paio di shorts (i miei sono ridotti in uno stato indefinibile) e una magliettina. Mi rimangono ancora gran parte dei soldi.

Ceno, ho addosso dei vestiti che sono lercissimi. Ormai non ho quasi più niente di pulito, tanto sono in partenza, e poi non ho avuto il tempo di portare i vestiti in lavanderia e farmeli consegnare. La cosa bella però di essere zozzi è che non te ne frega niente di sporcarti. Mentre mangio mi cade un pezzo di pollo sul pantalone sudicio e sorrido. Che meravigliosa sensazione, normalmente sarei andato nel panico e avrei cercato come un forsennato del borotalco da mettere sulla macchia di unto!

Finito di mangiare lascio un’abbondante mancia, e decido di spendere un po’ di soldi con un massaggio tailandese. Fino adesso mi sono fatto fare solo massaggi con l’olio.

E’ una ragazza minuta ma molto forte a farmi il massaggio e devo dire che, sebbene piacevole, mi risulta molto doloroso. Schiaccia, spinge, stringe e dà pugni che pare le abbia fatto qualcosa di male. Comunque mi sembra molto brava e alla fine del massaggio, anche se dolorante, sento la schiena più leggera di prima.

Torno all’ostello e dico al ragazzo della reception che farò il checkout prestissimo (in realtà ho già pagato, dovrò solo lasciargli la chiave), lui mi chiede se voglio essere svegliato. Anche se ho la sveglia del cellulare mi pare una buona idea, sempre meglio qualcuno che mi chiami nel caso dovessi riaddormentarmi, e gli chiedo di venirmi a bussare alle 5 meno venti. Ok, con larghi sorrisi mi assicura che mi sveglierà lui, tranquillo, mi dice, e mi fa il segno del pollice con la mano.

Mi metto a letto e punto la sveglia alle 4.10 in modo da farmi una doccia prima di partire. Sono distrutto, vorrei addormentarmi subito ma la finestra della stanza è esattamente sopra un locale che pare essere più una discoteca che un bar. I vetri vibrano e io invece di dormire posso mettermi a ballare la breakdance.

Lavoro un po’ al computer con i bassi che fanno tremare la stanza però per la stanchezza, non so come, mi addormento a ritmo di tunzitunz.

One Comment on “Viaggio in Thailandia – giorno 29

  1. A molti dispiacera’ non poter vedere le tue meravigliose foto e i tuoi fantastici racconti. Ma sicuramente ci saranno altre occasioni per ammirarti.

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