Viaggio in Thailandia – giorni 24 e 25

Giovane Monaco buddista, viaggio in Thailandia

Letargo.

Mi sveglio tardissimo e non ho voglia di fare nulla. In questo viaggio ho corso troppo, e scattato tantissimo, voglio un paio di giorni di break. Sono pure scocciato di aver perso il cellulare, l’ho appoggiato un attimo sul tavolino mentre passavo le birre e qualcuno lo ha sottratto. Uno dei camerieri dice di aver visto la ragazza che lo ha preso, la conosce di vista ma non sa come si chiama. Bene, non lo rivedrò mai più il mio caro smartphone.

Esco per mangiare e faccio anche un salto alla polizia per vedere che mi dicono. Mi suggeriscono di andare al locale e chiedere al cameriere del bar di venire con me al comando per testimoniare… si ciao, adesso ci mettiamo a fare l’identikit magari con i disegni a carboncino per trovare il serial killer…

Nella mia uscita non so bene dove andare, senza il navigatore mi sento un po’ menomato, sono ormai così abituato ad usarlo quando non conosco le strade che temo di perdermi. Mentre ho questi pensieri vedo un’insegna di una guest house sulla strada che pare rispondermi, recita in inglese: ‘non puoi perderti se non ti importa dove sei’. Esatto, a me interessa solo vedere, scoprire, www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef4_BBB6212quindi non posso perdermi e così passeggio e fotografo quello che di interessante vedo nella mia brevissima camminata. Un monaco spazza il cortile del tempio ascoltando musica nelle cuffiette, un altro mi incrocia con sguardo sperso, e dei guidatori di tuk tuk schiacciano un pisolino nella calura tailandese.

www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef4_BBB6213 www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef4_BBB6217 www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef4_BBB6227Rientro in camera e scrivo e chatto con un po’ di amici e provo per l’ennesima volta a rintracciare il mio iphone attraverso la ricerca remota su internet, ma è spento e fino a quando non si connetterà non potrò rintracciarlo (sempre che non lo abbiano già formattato).  Aspetto che si faccia mezzanotte per fare un salto al locale dove ho perso il cellulare, magari hanno novità. Quando arrivo mi dicono che non hanno notizie e di ripassare verso le due di notte quando il locale si riempirà, la ragazza che ha preso il mio iphone la si vede spesso e forse stanotte sarà di nuovo là.

Per fortuna sono vicino alla guest house e non mi pesa questo andirivieni. Inoltre camminare fa bene alla mia schiena. Per le strade buie vedo diverse prostitute a caccia di clienti, un paio di volte mi chiamano ma dalla voce rauca capisco che sono delle ladyboy. Mi sembra sporca e sinistra questa sera Chiang Mai.

Mi viene in mente il massaggio che mi sono fatto fare a Khanom. Il mio primo massaggio tailandese. Non ve l’ho raccontato per mancanza di spazio, quella è stata la giornata dell’avventura alle cascate e di cose interessanti da raccontare ne ho avute.

Ve lo racconto ora.

Mentre sto tornando dalle cascate scorgo diversi cartelli con scritto ‘massaggi’ e, non avendo ancora fatto l’esperienza dei mitici massaggi tailandesi, mi decido ad entrare in una qualsiasi di queste attività.

Una signora anziana mi viene incontro e le chiedo il prezzo. Chiama di là ed una voce da dietro un paravento esclama 500 bath per un’ora di massaggio con olio. Rilancio a 400 e di là arriva, dopo una lunga pausa, l’assenso. 10 euro per un’ora di massaggio mi sembra un affare. La signora mi invita ad accomodarmi che la ragazza arriverà: ‘si fa una doccia a viene’. Doccia? Lei? Spero non ci sia un fraintendimento, penso. La Tailandia è famosa oltre che per i massaggi anche per la prostituzione. Sono io quello che dovrebbe farsi una doccia. Vediamo.

Quando arriva la massaggiatrice mi tranquillizzo: è bruttina. Mi viene infatti in mente l’affermazione del mio caro amico Maurizio che, non il suo proverbiale cinismo, sapendo del mio viaggio in Thailandia, aveva sentenziato senza appello come è solito fare: “Anto’ mi raccomando, per capire è facile, se sono bone sono zoccole, se sono racchie fanno i massaggi”. Ok, questa fa solo massaggi, mi dico.

Mi saluta e mi offre un bicchiere d’acqua (che non bevo), e mi invita a spogliarmi dandomi un asciugamano. Mi devo togliere tutto? Chiedo. Sì, tutto, tutto. Ok. Il dubbio cresce. Mi guardo intorno e realizzo che la stanza dei massaggi è una sorta di capanna aperta, chiunque ci può vedere, e questo mi fa pensare che dovrei escludere cose strane. Fai con calma, mi dice, e si allontana.

Sto per cominciare a svestirmi quando arriva un tipo molto femminile con il seno, un ladyboy. Sei tu che devi farti fare il massaggio? Mi chiede tutto sorridente con una voce starnazzante ed entra nella stanza pronto a mettersi all’opera. No! rispondo di colpo. Cioè sì, balbetto, ma sto aspettando la ragazza. Faccio io i massaggi, mi replica ancora più felice. No, no, ribatto preoccupatissimo. Ho preso accordi con l’altra, preciso.

Nel frattempo la massaggiatrice torna e io vorrei abbracciarla. Vuoi fatto il massaggio da lei? Mi chiede indicando il ladyboy. No, no, vai benissimo tu, le rispondo. Mi spiega che lui è più bravo, ma io continuo ad insistere che lo voglio fatto da lei e mi sto già pentendo di essere qua.

Per fortuna il ladyboy va via (un po’ scocciato) e mi svesto.  La massaggiatrice comincia a massaggiarmi e io mi chiedo ancora che tipo di massaggio sarà. Non che io sia un puritano, per carità, ma mi piace sapere a cosa vado incontro, poi non sono uno che ama andare con le prostitute per innumerevoli motivi ed inoltre è bruttina forte. Da come evita scientificamente le parti intime comunque capisco che si tratta di un massaggio normale. Mi rilasso e me lo godo fino a quasi addormentarmi.

Torno al ristorante Ciao Bella che sembro ringiovanito di due anni e racconto del massaggio ad Umberto, quando sente il prezzo mi dice che era probabilmente un tipo di massaggio con possibilità special… e vabbè’, per me, anche così, per appena 10€, mi è parso lo stesso un gran massaggio.

La voce stridula e rauca delle prostitute di Chiang Mai di stanotte mi ricordano il ladyboy che voleva a tutti i costi darmi lui il massaggio, e mi viene un po’ da ridere al ricordo di quella scena tanto equivoca.

Quando si sono fatte le due, torno per la seconda volta al locale, ma la ragazza incriminata non c’è. Ovviamente si guarda bene dal farsi vedere per un po’, penso indispettito. Ok, addio iphone, è stato bello, me ne farò una ragione. Lascio alla cassiera il numero di telefono della guest house dove risiedo, giusto in caso, e vado a dormire.

 

Giorno 25

Anche oggi mi sveglio tardi, alla fine tra una cosa e l’altra ieri mi sono messo a dormire che erano quasi le tre. E’ tempo di rimettersi in modo e ho un bel po’ di cose da sbrigare: devo decidere come tornare a Bangkok per prendere il volo del ritorno… e sì, il viaggio sta per finire. Studio le tre opzioni disponibili: pullman, treno o aereo. Alla fine vedo che l’aereo è una soluzione che mi permette di guadagnare un bel po’ di tempo (un’ora di viaggio contro quasi 12 ore del treno e dieci del bus) e costa anche poco. Inoltre ho già fatto l’esperienza sia del treno sia del pullman. Aggiudicato, compro il volo tramite internet con Bangkok Airlines. Devo però stampare il biglietto e poi ho anche da fare ancora il check-in online con relativa stampa della carta di imbarco per l’ultima tratta: Milano-Palermo. Mi serve quindi un internet point con stampante.

Devo pure decidere che fare in questi ultimi giorni che mi rimangono. Spulcio la guida sotto la voce: ‘cose da fare a Chiang Mai’ e scelgo: un corso di cucina tailandese e un’escursione con trekking e rafting. Dunque qualcosa da imparare e portarmi in Italia (adoro cucinare) e un po’ di avventura e natura ché ultimamente ne sto sentendo un tantino la mancanza.

Bene, e per oggi? Un massaggio ci vuole proprio. Fino adesso me ne sono fatto fare solo uno ormai quasi venti giorni fa. Quindi vado a rilassarmi sotto le manine di una tailandese e poi sbrigo le diverse faccende.

Entro in una qualsiasi di queste ‘massage house’ e scelgo l’oil body massage a 250 bath per un’ora. Il prezzo è decisamente basso e non ci sono ladyboy in vista quindi non vedo pericoli. Il massaggio è piacevole se non fosse che ogni tanto la massaggiatrice robustella mi riempie di cazzotti sulla schiena che mi fanno vibrare. Ha delle braccia davvero notevoli e i chili che ha in più rendono ogni suo colpo una sprangata… si vede che qua lo fanno così.

Pago. Mi chiede se sono rimasto contento e se ritornerò, le dico ‘vediamo’ e me ne torno mezzo storto in camera. Mi faccio una doccia perché mi sento troppo unto, controllo la posta elettronica e pare che tutti i miei clienti vogliano lavorare con me proprio ora che sono via, controllo se per caso il mio iphone è per sbaglio rintracciabile (purtroppo no) ed esco a sbrigare tutte le faccende che mi sono ripromesso di risolvere oggi.

Per prima cosa affitto una bici, poi passo a prelevare un po’ di contante, e vado in un internet café per stampare biglietto e carta d’imbarco. A seguire mi reco all’agenzia per il rafting. Purtroppo mi spiegano che ormai non c’è più abbastanza acqua nei fiumi. Un po’ deluso scelgo allora l’escursione di due giorni (non me ne restano molti) con trekking, elefanti e campeggio.

A seguire passo dalla scuola di cucina. La ragazza che mi accoglie parla benissimo inglese con accento yankee ed è professionale e sorridente. C’è un’altra scuola subito dopo che vorrei valutare ma questo mi sembra il posto giusto. Scelgo il corso di una giornata intera presso la loro fattoria in campagna (bene, così usciamo un po’ dalla città).

Perfetto, il programma è fatto: domani (giovedì) corso di cucina in fattoria, venerdì e sabato campeggio, domenica mattina presto passeggiata al mercato domenicale e visita dei templi e nel pomeriggio aereo per Bangkok, lunedì mattina all’alba partenza per Dubai e rientro. Sono meglio di un tour operator!

A questo punto mi chiedo se è il caso di fare un salto nuovamente alla polizia per sporgere denuncia o se metterci una croce su tanto credo proprio che sarà una perdita di tempo ed energie. L’alternativa è visitare un tempio lì vicino. Non so decidermi e mi affido nuovamente alla monetina, da quando ho conosciuto Maki che crede fermamente nel destino mi va di vedere cosa succede ad affidarmi ad esso. Lancio ed esce croce. Niente polizia, vada per il tempio.

E’ un grosso edificio con davanti un Buddha e delle candele votive, mi tolgo le scarpe ed entro. E’ in corso la meditazione dei www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef4_BBB6265 www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef4_BBB6270monaci e non vola una mosca, solo la voce monocorde e rituale della preghiera risuona instancabile in tutto il tempio. C’è una parte riservata ai monaci proprio davanti all’altare con statue di Budda e altri personaggi che non so riconoscere. Sono tutte in oro. Il giallo investe l’intero ambiente e persino le persone presenti sembrano splendere di giallo. Mi muovo con cautela cercando di farmi notare il meno possibile. Non voglio disturbare i monaci e la gente dietro che medita in silenzio. Ci sono diversi occidentali anche loro in posizione yogi sul tappeto che pare stiano pregando. Ultimamente il buddismo è molto di moda nei nostri Paesi e sempre più bianchi stanno abbracciando questo credo. Noto una ragazza anche lei accovacciata che però, più che meditare, mi sembra stia a riguardare sul cellulare tutte le foto della vacanza.www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef4_BBB6235 www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef4_BBB6256

La mia attenzione viene inoltre attratta dai tanti ventilatori che circondano i monaci, sono nuovissimi e sembrano tutti dello stesso modello. La cosa mi sembra singolare e ho la risposta quando vedo un cartello che pubblicizza sistemi di ventilazione. Bene, hanno trovato lo sponsor, penso.www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef4_BBB6250 www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef4_BBB6262

Esco anche perché credo di aver già infastidito abbastanza con i rumorosi scatti della mia Nikon d700 (è una cosa che rimprovero un po’ a questa macchina) e mi dirigo verso la zona delle conversazioni. Non ho scelto infatti questo tempio a caso, è uno dei tre segnalati che hanno un’area dedicata alle persone che vogliono parlare con i monaci e sapere di più del buddismo. I monaci sono ben disposti a raccontare del loro stile di vita e degli elementi fondamentali di questa religione, ed è per loro un ottimo modo di fare conversazione ed esercitarsi in inglese.

Nell’area ci sono due religiosi, uno è al telefono preso da una conversazione e l’altro smanetta sullo smartphone. Il secondo appena mi vede mette via il telefono e mi sorride per invitarmi ad unirmi a lui. Ci presentiamo e ci mettiamo a parlare. Si chiama Kia, è molto giovane, è un ventenne ed è monaco da 10 anni, non parla benissimo la lingua e gesticola molto per farsi capire. Ogni tanto www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef4_BBB6275quando gli manca il termine prende lo smartphone e cerca nell’applicazione per tradurre dal tailandese.  Mi spiega diverse cose ma lo metto spesso in crisi con le mie domande. Sono molto curioso e da tempo mi interrogo sulla religione quindi di quesiti ne ho molti. Quando non sa bene cosa rispondermi mi parla di un suo amico anche lui monaco che è una sorte di sua guida e che saprebbe darmi certamente la giusta risposta. Lo mando soprattutto in tilt quando gli chiedo perché anche nel buddismo la sessualità andrebbe tenuta a freno. Da molto mi chiedo il motivo per cui in quasi tutte le religioni il sesso è visto come qualcosa da evitare, da praticare solo per la procreazione e in certe sue modalità è persino visto come qualcosa di demoniaco. Mi parla di moralità, ma quando lo sollecito con ulteriori ‘perché’ rimane senza parole. Mi spiega comunque tante cose, che i monaci possono intraprendere il loro cammino spirituale a dodici anni, che non possono mangiare cibo di cui sanno che l’animale è stato ucciso (rimango perplesso perché oggigiorno come si fa a non sapere che la carne o il pesce che mangi non è stato ammazzato affinché tu possa mangiarlo), che consumano solo la colazione e il pranzo quindi non la cena e che mangiano soltanto quello che gli viene offerto (per questo, mi dico, sono tutti tanto magri) e che i monaci in Thailandia sono tenuti in grande considerazione per la loro moralità. Le persone comuni che seguono il buddismo devono adempiere a sole 5 regole, i monaci ne hanno più di duecento, e sono tenuti (come immaginabile) all’astinenza sessuale. Inoltre mi racconta una storia, di un monaco che non riusciva a seguire le tante regole e precetti perché troppo difficili per lui, l’astensione da tanti piaceri della vita era una cosa estremamente difficile per quest’uomo e un giorno il monaco andò mortificato da Budda dicendogli che non ce la faceva, che proprio non riusciva e che sarebbe stato meglio per lui abbandonare il monachesimo. Il Budda gli rispose: non ti preoccupare, tu concentrati sulla tua mente.

La storia mi lascia ancora più perplesso di prima, si è fatto quasi buio e lo saluto ringraziandolo della disponibilità. Lui si scusa per il suo inglese e io addebito la mancanza di risposte un po’ alla sua giovane età e molto alla sua difficoltà ad esprimersi nella lingua straniera. Mi è parso comunque un ragazzo molto umile e anche profondamente buono.

Me ne vado con meno risposte di prima su questa religione per cui provo da tempo un certo fascino. Non mi allontano ancora dall’area delle conversazioni e mi metto a scattare la parte più antica nel tempio quando mi sento chiamare.www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef4_BBB6285

Ciao, come ti chiami?

Proprio dietro di me c’è un monaco. Mi avvicino e mi presento, mi dice il suo nome che non ricordo e mi chiede se sono interessato a sapere del buddismo. Ha dei modi un po’ affettati, è un più grande di Kia, avrà trent’anni, mi sembra di sicuro più esperto e ha anche l’aria di essere più colto. Forse ha le risposte per me. Gli dico di sì, che vorrei sapere un po’ di più. Mi sorride e mi chiede se sono da solo, rispondo affermativamente e mi dice di seguirlo. Mi fa delle altre domande sul mio viaggio in Thailandia e vedo che stiamo andando verso un edificio a fianco al tempio.

“Dove stiamo andando?

Di là, così stiamo più tranquilli.

Di là dove?

In camera mia.

Scusa, ma possiamo parlare anche qua.

In camera mia stiamo più comodi e ti posso fare un massaggio.

Un che?

Un massaggio. Non ti piacciono i massaggi?

Scusa ma non dobbiamo parlare di buddismo?

Sì, ti parlerò di buddismo mentre ti faccio un massaggio. Un massaggio speciale.”

Me lo dice sorridendo e con un movimento della mano e del capo che mi svela di colpo tutta la sua omosessualità.

“Un massaggio speciale?” gli domando io già un po’ alterato. “Sì dai, sei proprio un bell’uomo” e mi prende la mano.

Mi libero subito con un gesto secco: Ma sei scemo?! Ma stiamo scherzando? Ma sei un monaco! Ma che cavolo c’avete in testa qui? Ma siete fossati con questi massaggi, e le ladyboy, e i monaci, aho! Ma tutte a me devono capitare? Parlare del buddismo e mi vuoi fare il massaggio speciale? Ma ti sembro che c’è scritto giocondo qui o gay sulla fronte? Ma che cavolo! Eppure non mi pare di sembrare gay. Ma mi volete lasciare in pace?! Ma che cacchio vi prende? Ma è colpa del riso piccante che mangiate ogni giorno? e sei un monaco porca la miseria! Altro che buddista… sei… mi viene da fare la battuta facile ma ci starebbe proprio bene per te! Vedi a che porta l’astinenza?! Ma volete per forza farmi diventare omofobo in questo viaggio?!

Ovviamente non dico nulla di tutto questo. Lo penso con una forza tale che si legge benissimo dai miei occhi. Lo guardo con sguardo severissimo. Gli dico: “questo non è buiddismo, e sei un monaco!”. A quel punto lui comincia a balbettare “I apologize, I apologize, I apologize” (mi scuso) e io gli dico che deve scusarsi soprattutto con Budda.

Me ne vado davvero infastidito e anche un po’ sconcertato. E noi che ci lamentiamo dei nostri preti, anche questi non scherzano e dovrebbero fare n po’ di pulizia. Bravo, concentrati sulla mente! Mi dico mentre me ne vado.

Per carità, niente contro gli stimatissimi monaci buddisti tailandesi. Evidentemente io ho beccato l’eccezione che conferma la regola.

Prendo la bici e me ne vado chiedendomi perché la monetina ha scelto il tempio per me. Non era meglio andare alla polizia per il cellulare?

Per scrollarmi di dosso questi quesiti vado a cenare (evito il riso, non si sa mai sia colpa sua di tutti ‘sti tailandesi che diventano ladyboy) e poi a bermi una birra in un locale dove un tizio suona musica blues solo per me e altri tre clienti. Nel frattempo scrivo per il blog.

Me ne torno in stanza, per oggi ne ho avuto abbastanza.

Navigo un po’ in internet e mi metto a dormire pensando a domani: corso di cucina.Bello! Spero non mi facciano mangiare riso piccante però!

 

2 Comments on “Viaggio in Thailandia – giorni 24 e 25

  1. Senza le tue bellissime foto e i tuoi racconti non vremmo potuto vedere tutte questi meravigliosi Budda e …………….., tutte le meraviglie della tailandia, ….. usi e costumi di questo popolo. grazie , grazie .

  2. L’elephant trek no……ti avevo raccomandato di non farlo, è una cosa turisticissima, gli elefanti fanno pena, su e giè tuto il giorno con i turisti solla groppa. Sarò pure ipersensibile allo sfruttamento degli animali, ma l’elephant trek mi ha proprio amareggiata. Sei stato al Wat Phrathat Doi Suthep appena fuori Chaing Mai? Non mi pare di aver visto le foto. E’ in posizione splendida, uno scintillio d’oro da abbagliare. Fai bene a imparare un pò di cucina thailandese, non si sa mai….Hai fatto benissimo a prendere l’aereo. Le 12 ore di treno sono solo sulla carta e avresti rischiato grosso :-)

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