Viaggio in Thailandia – giorni 18 e 19

Treno da Bangkok ad Ayuthaya durante il mio viaggio in Thailandia

Ci alziamo evitando la levataccia. Andiamo a fare colazione e faccio compagnia A Daniela alla reception mentre aspetta il pulmino che la porterà all’aeroporto. Il mezzo ritarda un po’, ma per fortuna su mio consiglio ha prenotato il passaggio con largo anticipo per stare tranquilla. Alla fine arriva un tizio rotondo e scurissimo che quasi non ci degna di uno sguardo, è lui. L’accompagno in strada, la saluto, si infila su un pulmino con i vetri a specchio e, mentre va via, agito la mano augurandole buon viaggio con un certo disagio in quanto non vedo lei ma la mia immagine riflessa sui vetri specchiati. E’ andata. Mi spiace, ormai mi ero abituato alla sua presenza e la sua compagnia era gradevole. Spero di rivederla un giorno, magari a Buenos Aires dove abita, potrei approfittare della mia passione per il tango e farmi un bel po’ di milonghe lì e andarla a trovare!

Me ne torno in camera e ci sto fino al pomeriggio a scrivere e a riposarmi. Ho deciso di stare una notte in più a Bangkok proprio per recuperare un po’ di energie, mi aspetta il nord della Thailandia e mille tappe diverse.

Esco dopo un po’ di ore perché mi sento in colpa di essere nella capitale per la seconda volta e non aver visto ancora quasi niente. Il problema è che se vedo e faccio esperienze poi le devo fotografare e ne devo scrivere e, ultimamente, mi pare di rimanere sempre indietro: la redazione del blog mi sta cominciando a dare un certo senso di affanno. Vorrei quasi bloccare il tempo e lasciarlo congelato per un due tre giorni affinché non capiti proprio nulla e io possa tirare il fiato. Alla fine trovo il compromesso: vado a mangiare e mi farò una passeggiata a vedere il palazzo reale da fuori e nient’altro.

Ho voglia di un hamburger, dopo tanto cibo tailandese sento il bisogno di mangiare qualcosa di occidentale, inoltre ho visto su Facebook un documentario sulle pratiche terribile degli allevamenti intensivi e ha avuto l’effetto contrario su di me. Ho il Mcdonalds e il Burger King sotto l’albergo ma sarebbe troppo per la mia coscienza, opto quindi per un ristorante nei dintorni desiderando uno di quei meravigliosi hamburger che certi ristoranti stile tex mex sanno fare. Entro in un locale che pare abbia l’aria di riuscire a fare qualcosa del genere e ordino. Vengo punito. Mi portano una roba proprio vergognosa, un  paninetto rotondo con un hamburger striminzito e appena una specie di sottiletta.  Vabbe’, è andata così.

www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4478Mi metto in strada e faccio uno scatto ad un venditore ambulante di Khaosan Road con dei frutti mai visti, mi dirigo a piedi verso il palazzo reale percorrendo Ratchadamnoen Klang che dovrebbe essere, a detta della guida, gli Champs-Elisées di Bangkok. Li trovo squallidi e sporchi, tanta gente per terra che ha l’aria di vivere sulla strada e venditori con prodotti d’accatto. L’unica scena che ritengo degna di essere ripresa, anche grazie alla luce che sta pian piano migliorando, è quella di alcuni bambini che giocano: i due www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4493maschietti fanno mosse da thai box mentre le due femminucce gli girano in tondo con la bici. Arrivo finalmente al Wat Pra Kaew, è il Palazzo reale e lo fotografo da lontano; non voglio avere la tentazione di entrare altrimenti so che mi perderò a visitarlo e non tornerò più in camera. Vedo dei giovani che hanno l’uniforme da scolari, sono due ragazzi attrezzati di tutto punto di fotocamere e www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4506obiettivi Nikon (hanno persino le borse della stessa marca) e una ragazzina che fa da assistente e modella. Mi chiedo se www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4515stiano espletando qualche compito scolastico e mi domando anche perché abbiano tutto Nikon, sembrano quasi sponsorizzati. Li vedo che fotografano qualsiasi cosa. Mi rivolgo a loro e però non parlano inglese. Non so nemmeno come faccio ma riesco a capire che hanno tutto nikon semplicemente perché sono dei fan della casa giallo-nera, che si chiamano Maprang, Tao e Junioa e che sono studenti di Bangkok. Vedono la mia Nikon D700 che ho al collo e questo forse aiuta il dialogo. Tra nikonisti ci si capisce nonostante la lingua, penso.

Comincio a fare ritorno verso l’hotel ma seguo un giro l’argo e mi pare di scorgere una Bangkok che alterna tradizione e modernità. La ritraggo con i suoi monaci mentre incrociano ragazze che passeggiano guardando il cellulare, un ragazzino che fa skate, i ragazzi con la nikon che incontro nuovamente mentre si fotografano, e un  europeo di una certa età che gioca a tennis con la giovane fidanzata tailandese con i capelli ossigenati e i templi sullo sfondo.www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4527 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4524 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4539 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4542

Torno in albergo e ci rimango fino a quando la fame non mi spinge ad uscire. Faccio quello che non si dovrebbe mai fare in viaggio e cioè vado a cenare esattamente nel ristorante di fronte all’hotel: oggi non ho proprio voglia di esperienze, vorrei solo riposarmi. Ma quando scendo in strada Khaosan Road si dimostra molto più interessante di come me la ricordavo dalla sera prima. E’ così vivace e multietnica che mi costringo a tornare in stanza a recuperare macchina fotografica e persino telecamera, e mi metto a scattare una serie di immagini che la ritraggono in tutto il suo brio e un po’ di follia di una qualsiasi serata di settimana.www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4565 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4573 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4578 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4597 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4602 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4607 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4608 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4625 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4630 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4643 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4653 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4665 www.antoniopistillo.it_2014-02-26_BBB4701

Quando la stanchezza si fa sentire e anche un po’ la solitudine me ne torno in camera. Domani si riparte. Destinazione Ayuthaya e le sue rovine dichiarate patrimonio dell’Unesco.

 

Giorno 19

Mi alzo un po’ meno presto di quanto avrei voluto ma va bene lo stesso. Sono in vacanza in fin dei conti. Faccio le valige, scendo a fare colazione e poi il check-out.

Scendo in strada e cerco un taxi per andare alla stazione dei treni, ho deciso di raggiungere la mia prossima tappa, Ayuthaya, in treno. Fino adesso ho viaggiato in bus e mi manca l’esperienza della ferrovia.

Come al solito trovare un tassista normale è un ‘impresa. Pare che non mi ci voglia portare nessuno. Dicono che c’è traffico e mi rimbalzano ai tuk tuk. Evidentemente capiscono, dalla determinazione con cui chiedo che voglio un passaggio con tassametro, che non sono un turista che si fa fregare, e preferiscono aspettare un pollo da spennare piuttosto che lavorare. O forse è semplicemente una questione di antipatia reciproca, ormai ho capito che i tassisti di Bangkok non mi piacciono e probabilmente loro lo avvertono.

Finalmente ne trovo uno disposto ad accompagnarmi e ad usare il tassametro. Una volta dentro mi accorgo però che hawww.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4714 tutti i numeri di identificazione cancellati. Deduco che prima aveva la licenza regolare e adesso non più. Niente da fare, il mondo dei taxi di questa città è una foresta. Comunque il tipo mi porta a destinazione. Ho la conferma che nel suo taxi c’è qualcosa di irregolare quando alla stazione mi lascia distante dalla corsia preferenziale per i taxi; accampa una giustificazione poco chiara del tipo ‘gli altri hanno un permesso speciale’, ma capisco che semplicemente lui è una sorta di abusivo. In ogni modo pago il giusto prezzo (anche un po’ meno di quanto mi aspettavo) ed entro in stazione.

Qui vado a fare il biglietto e scopro che ci sono due tipi di treni che vanno ad Ayuthaya, uno con aria condizionata che costa 335 bath e uno senza che costa 15 bath. Alla faccia dei prezzi differenziati! Capisco subito che uno è per i turisti e i ricconi e l’altro per la gente comune. Indovinate quale scelgo.

Nell’attesa mi diverto a scattare un po’ di foto e faccio conoscenza anche con due donne del posto che sulle prime non www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4732 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4737 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4753sono contente di vedere il mio obiettivo puntato su di loro. Chiedo il permesso di fotografarle ma non me lo danno. Attacco comunque bottone, gli dico il mio nome e che sono italiano, si sciolgono un po’ e mi offrono anche una caramella. Mi reputo abbastanza cresciuto da accettare caramelle dagli estranei e la prendo (è una mentos a confezione singola quindi vado tranquillo). Si divertono moltissimo a vedere che fotografo qualsiasi cosa che per me è strana e che per loro è normalissima, come i monaci o i tailandesi che portano la mascherina alla bocca. A quel punto cominciano ad indicarmi degli occidentali che secondo loro sono bizzarri e vogliono che li fotografo. Si mettono a sghignazzare quando vedono un bianco con la maglietta rossa che porta tanti bagagli ma tutti su una spalla e mi fanno segno di www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4740fotografarlo. Ovviamente le accontento e così me le faccio amiche. Una bimba bellissima nel frattempo si mette a giocare vicino a me con il suo palloncino arancione e io non posso fare a meno di alzarmi e immortalarla. Chiedo il permesso a quella che ritengo la nonna e me lo www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4752dà, ma mi indica la sua guancia. All’inizio non capisco ma pare proprio che voglia un bacio. Ho paura di fraintendere e trovarmi a fare una gaffe culturale… che ne so questi come reagiscono al bacio sulla guancia che per noi è un normalissimo modo di salutarci, penso. Ma sì, vuole proprio un bacio sulla sua rugosa pelle. Ok, per la fotografia questo e altro. Smack, e contenta mi fa fotografare la nipote.www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4749

Quando si è fatto l’orario di andare saluto le mie amiche. Con loro ci siamo fatti un po’ di risate sebbene non siamo riusciti a comunicarci quasi niente (ho detto il mio nome ma non sono sicuro di aver capito il loro) e gli chiedo per www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4756l’ultima volta se posso fotografarle. Questa volta acconsentono, e anche di buon grado.

Salgo su treno e sono contento di non vedere altri stranieri anzi, più che contento, sono fiero di aver scelto di viaggiare al caldo con la corsa più scomoda ma almeno sto vivendo la vera esperienza ferroviaria tailandese. Dopo un po’ salgano una alla volta 4 coppie di occidentali e il mio orgoglio si ammoscia un po’.

L’esperienza sul treno è come avevo previsto molto interessante, ma i treni sono essi stessi sempre affascinanti in qualsiasi paese e in qualsiasi tempo. Salgono venditori di cibo e lotterie, le facce dei passeggeri sono per me molto fotogeniche e i controllori non so per quale motivo hanno due tipi di uniforme www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4762 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4769 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4785 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4787 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4797www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4815 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4820 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4835completamente diversa, e fuori è un susseguirsi di baracche di legno e di lamiera. Vedo persino un tailandese che mangia con le bacchette, e questa volta non me lo faccio scappare.www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4810

Arrivato ad Ayuthaya mi dirigo un po’ a naso verso dove mi aspetto ci possa essere il traghetto per l’isola. Ayuthaia infatti ha la parte più antica che è un pezzo di terra circondata dal fiume, è là che c’è il parco storico monumentale ed è sempre sull’isola dove pernotterò. Riesco a trovare il battello, pago l’equivalente di qualche centesimo di euro e unawww.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4844 signora all’imbarco mi fa segno che posso passare. Salgo su questa imbarcazione che fa da spola e fotografo il conduttore che manovra unwww.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4854 grosso motore da camion utilizzato per fare girare l’elica della barca. Una volta arrivato sull’isola mi dirigo, sempre ad occhio, verso Tony’s place: una guest house segnalata dalla guida, dove è stata Daniela e che porta il mio nome. Meglio di Così?

Il posto risulta più lontano di quanto immaginassi, chiedo ad un paio di persone per raggiungerlo e lo zaino si fa sentire sulle spalle. Infine arrivo, per fortuna hanno un’ultima camera libera e la prendo. Non ha aria condizionata ma c’è l’acqua calda. La vedo, è pulita ma è anche abbastanza bruttarella come stanza, però la prendo lo stesso. www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4865Noleggio una bici e vado a farmi un giro per orientarmi e per pranzare. Vado in quello che secondo la guida dovrebbe essere uno dei migliori ristoranti della città e con 8 euro mangio un pesce meraviglioso cucinato con noccioline americane e salsina d’ananas. Oltre che gustoso è bello da vedere e lo riprendo per voi.www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4879

Di ritorno dal ristorante mi faccio anche un giro sul fiume con visita ai templi fuori dall’isola e la gita è suggestiva. Incontro ad un molo dei bambini che fanno i compiti, lui è simpaticissimo e lei è bellissima, si divertono a farsi fotografare da me. Durante il giro scorgo le abitazioni lungo il fiume www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4910www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4927 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4955 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4972 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB4993 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB5008 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB5046 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB5050 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB5055 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB5063 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB5066 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB5114 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB5123 www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB5134che sono in maggioranza baracche in legno, e poi vedo i primi templi di questo mio viaggio in Thailandia. Tra questi mi impressiona soprattutto il Wat Phanan Choeng con uno dei Budda più famosi della città. E’ enorme, tutto d’oro e soprattutto nel tempio trovo dei lavoratori che raccolgono lunghi lenzuoli arancioni usati per avvolgere la statua. Uno scena perfetta per una foto suggestiva e non scontata di un tempio buddista. Noto che in generale mi colpiscono molto questi enormi budda dentro a delle costruzioni che li racchiudono appena, già vedere  la loro imponente figura dall’uscio ti impone un senso di riverenza.

Durante la via del ritorno avvisto anche un movimento strano nelle acque e ho appena il tempo di scattare quasi senza inquadrare. Devo guardare il display della mia macchina fotografica per capire di cosa si trattasse: un animale di almeno due metri a metà strada tra un serpente acquatico, una lucertola gigante e un coccodrillo. Non riesco a  credere ai miei occhi! nessuno se www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB5138ne è accorto sulla barca, la mostro a qualche altro passeggero e rimangono allibiti. Immediatamente dopo vedo un tailandese che si sta www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB5139insaponando e lavando sulla riva del fiume e mi chiedo se sa che a 30 metri di distanza c’è il mostro di Loch Ness che attraverso cunicoli sotterranei inimmaginabili ha attraversato il globo ed è arrivato dalla Scozia fino alle acque del fiume Mae nam Chao Phraya che circonda la città vecchia di Ayuthaya ed è lì pronto a mangiarselo in un solo boccone. Quando arriviamo a destinazione faccio vedere la foto al barcaiolo e gli chiedo cosa sia, mi dice che si tratta di una lucertola gigante. Ok, mai più giro sul fiume qui per me!

Al ritorno alla guest house mi prendo un’acqua gasata al bar dell’albergo visto che il pranzo non l’ho ancora digerito e viene al mio tavolo un tizio con un forte accento nord americano. Anche lui viaggia da solo e facciamo conoscenza. Si chiama James, è simpatico ed è un avvocato di Chicago che lavora per il Governo e che però, a causa della famosa recessione del 2008www.antoniopistillo.it_2014-02-27_BBB5157 (vi ricordate le immagini nei tg di tutti quegli impiegati che con la scatola in mano lasciavano i loro uffici?), si è trovato costretto a spostarsi e ad esercitare la professione nell’isola tropicale di Saipan. Un’isoletta nell’oceano pacifico che prima apparteneva ai giapponesi ma che gli Stati Uniti si sono annessi con la vittoria della seconda guerra Mondiale. Si trova geograficamente davanti alle Filippine ma a diverse migliaia di chilometri, hanno l’estate tutto l’anno, spiagge, surf e sole. Poveretto, e sì, la crisi è stata dura per i nordamericani!

La sera la passo lavorando al blog prima in camera e poi nel bar dell’albergo. Mi raggiunge James mentre sono al computer e poi si aggiunge anche Marc, un belga pure lui in viaggio da www.antoniopistillo.it_14FebViaggioinThailandiaNef3_BBB5175solo. Io sono spesso impegnato a scrivere e sono più loro che parlano, io ogni tanto dico qualcosa per dimostrare che so fare più cose contemporaneamente ma in realtà non riesco a seguirli più di tanto e un po’ mi dispiace. Ma il blog chiama e io ormai non posso esimermi.

Domani mattina andrò a visitare il parco storico di questa città che è stata per circa quattro secoli la splendente capitale del regno Siam, e poi si riparte, destinazione Kamphaeng Phet, altre rovine, altri templi.

9 Comments on “Viaggio in Thailandia – giorni 18 e 19

  1. Che fantastiche foto e che racconti ……………..,.,.,.. Sei un grande. Grazie grazie grazie

  2. Foto straordinarie e racconti avvincenti, inclusa la lucertola gigante! :-)

  3. Bellissimi i ritratti, in particolare meraviglioso quello alla bambina che fa i compiti!

  4. Che dire , le parole non bastano per esprimerti i complimenti. Bravo

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